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La D'Addario sbarca a Venezia
Penso che un titolo di post o di articolo come questo sarà incomprensibile ailla maggior parte di coloro che vivono al di fuori del Paese più pazzao del mondo... più del Brasile.
Le cause della promozione della D'Addario al jet set culturale, dopo altre culture e altri jet, sono forse da ricercarsi in un clima di ringraziamento (un Thanksgiving Venise Day) da parte di certa sinistra che vuole continuare a vincere e fare soldi, anche se non vince più nella società, ma solo nei media mainstream. La D'Addario in effetti ha fornito un atout mica da ridere, che forse fu preparato a tavolino non solo da lei. Se così fosse, se lei fosse davvero una "escort", allora sarebbe stato normale premiarla con una sfilata a Venezia in pompa magna. Si sottolinei questo: se la D'Addario non fosse stata gradita al "popolo" della sinistra (cioé all'aristocrazia rossa), avremmo assistito a una tremenda persecuzione della medesima, con fischi e monetine. Metti che, invece di lei, fosse capitata a Venezia una Letizia Moratti...
Metti che l'Italia ricordasse la vicenda del portavoce del precedente presidente del Consiglio, beccato da un collaboratore di Fabrizio Corona a "chiedere informazioni" a un viado. Metti che l'Italia possa ricordare le mille perquisizioni , denunce, arresti e gli anatemi lanciati dopo quel fatale momento contro lo stesso Corona, e capire che dentro lo Stivale non ci sono santi né navigatori, ma solo puzze e mezze calzette.
Vedi allora se non ho ragione nel sostenere che il Vaticano culturalmediatico italiano ha molti papi e cardinali, ma tutti rigorosamente vestiti di rosso appena stinto...
Ma la dà Dario o la dà la D'Addario?
Così recita un nuovo tipo di scioglilingua, di moda dalle mie parti a inizio estate.
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