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  • VENEZIA 66 MOSTRA: TRAMA DEI FILM

    I FILM
    Venezia 66 – In Concorso

    THE ROAD (La strada – John Hillcoat - Usa)
    In un futuro dov'è successa una catastrofe mondiale (eddaje), un padre
    e figlio (aridaje) si mettono in cammino alla ricerca di un ipotetico
    sud (ari-ridaje) dove pare ci sia salvezza. Per fare l'ein plein, il
    film ha qualche flashback familiare, assolutamente inutile se non per
    mostrare che la moglie è una gran sventola (Charlize Theron, e te
    credo), e per meglio mascherare la nullità di questo film. Il
    “cammino” di padre e figlio (il primo, un onesto Viggo Mortensen, il
    secondo un cinno odioso) viene inframezzato da situazioni tagliate con
    l'accetta, senza mai entrare realmente nei personaggi di contorno. La
    trama, tra l'altro, è fin troppo simile a Il tempo dei lupi di Haneke,
    che a differenza di questa roba, però, è un gran film. 4.

    LOURDES (Jessica Hausner – Austria - 90')
    La storia del pellegrinaggio a Lourdes di una disabile, non
    particolarmente credente, “ma è l'unica occasione per uscire”. Si
    tirano in mezzo miracoli, veri o presunti. Dopo una buona ora
    documentaristico-televisiva sull'ambita località francese (bellissima
    la basilica, eh), condita da qualche lieve e innocua battuta sul
    valore turistico del pellegrinaggio e sui miracoli, il film
    nell'ultima mezz'ora si concentra sulla tematica del “miracolo”,
    aumentando (finalmente) di ritmo e di battute, qualcuna certo
    azzeccata ma senza sfiorare minimamente la cattiveria. Un film
    tecnicamente poco bello, anzi direi brutto, per un tema affrontato con
    affettuosa ironia. Quello che da qualche critico con evidenti problemi
    di uso di sostanze proibite è stato definito il film più anti
    clericale degli ultimi anni, si tratta di un innocuo, palloso e in
    certi punti ridicolo buffetto sulla guancia. 4 (un punto in più perchè
    dura poco).

    LIFE DURING WARTIME (La vita ai tempi di guerra - Todd Solondz – Usa -
    96')
    Ripartendo dal bellissimo Happiness, Solondz torna a narrare,
    attraverso gli occhi di tre sorelle, le cui famiglie sono vittime di
    pesantissime calamità quali pedofilia, depressione e solitudine,
    un'america che esiste e di cui nessuno ne vuol parlare. Il racconto è
    basato su due tematiche, forgive and forget, perdonare e (o)
    dimenticare. Non entro nei particolari, ma memorabile la scena della
    cena di una coppia che si vuol formare cercando di farsi accettare
    (con una cena) dai propri figli: se si dimentica, non si perdona; se
    si perdona, spesso non si dimentica. Non mancano i momenti divertenti.
    E per una volta, i fantasmi (del passato) hanno una collocazione
    cinematografica del tutto adeguata. 8,5.

    BAD LIEUTENANT (Il Cattivo Tenente – Werner Herzog - Usa - 121')
    Più che un remake del film di Abel Ferrara, un film liberamente
    tratto. Herzog ci mette una buona dose di ironia e riesce a gestire lo
    strabordante Nicholas Cage, che alla fine risulta un grande punto di
    forza del film, che narra l'ascesa “professionale” di un poliziotto
    corrotto, sessuomane e cocainomane. Alla fine si assiste a un
    poliziesco elegante e grottesco, con toni di commedia nera e scene
    visionarie che ricordano il Gilliam di Las Vegas. Herzog si è
    divertito parecchio. Anch'io. 8.

    MY SON, MY SON, WHAT HAVE YE DONE
    (Figlio mio, cos'hai combinato – Werner Herzog - Usa - 90')
    Secondo film (a sorpresa) di Herzog in concorso, con David Lynch
    produttore esecutivo nei titoli di testa. In realtà credo si tratti di
    una vera e propria realizzazione a 4 mani, perchè quando vedi un nano
    che non c'entra nulla col film, e la mamma di Laura Palmer, capisci
    che il caro cineasta tedesco stavolta è in compagnia. Un figlio uccide
    la madre, seguendo una tragedia di Sofocle e la sua mente insana, e si
    barrica in casa con 2 ostaggi. La polizia (e gli autori) ricostruisce
    la vicenda attraverso il racconto della fidanzata e del regista
    teatrale. Confezione lussuosa: elegantissimo nella messa in scena,
    scenografia da capolavoro, dialoghi iniziali incalzanti (ottimo Willem
    Dafoe). Poi il film (o meglio la sceneggiatura) si perde, i flashback
    narrano tutti la stessa storia, finendo col ripetersi e annoiare. Le
    scene lynchiane, messe qua e là, non sembrano c'entrare molto. Resta
    un thriller psicologico interessante ma non del tutto riuscito. 6,5.

    YI NGOY (THE ACCIDENT) (L'incidente – Soi Cheang – Hong Kong - 89')
    Un'organizzazione criminale uccide persone provocando incidenti
    apparentemente casuali. In una missione un suo uomo perde la vita, il
    Cervello (nomignolo del capo banda) si convince che non è casuale, e
    cerca di scoprire il complotto. Bella sorpresa questo thriller, breve
    e teso come nella migliore tradizione di cineasti hongkonghesi
    (produce Johnnie To). La sceneggiatura, solidissima, riserva molti
    colpi di scena e la crudezza del film non è mai gratuita. Al lido non
    è stato apprezzato molto dai critici, ulteriore motivo di interesse da
    parte nostra. Speriamo che lo distribuiscano. 7,5.

    PERSECUTION (Persecuzione – Patrice Chereau – Francia - 100')
    Il protagonista ha il solito personaggio che lo segue ovunque, gli
    entra in casa, s'intrufola al lavoro. In più inizia ad avere problemi
    con la sua donna, che lega alla persecuzione del tizio sconosciuto.
    Tutto questo in 100 pallosissimi minuti di lui che si angoscia.
    Chereau (già autore del brutto Gabrielle, e personalmente cassato a
    vita) riesce a darci un'angoscia che ha un solo significato: perchè
    non esco di sala e mi vado a bere una birra? Perchè erano le 10 di
    mattina. Sono uscito lo stesso. 3.

    TETSUO THE BULLET MAN (Tetsuo l'uomo proiettile – Shinya Tsukamoto –
    Giappone- 79')
    Il mio Tsukamoto preferito è quello di A Snake Of June (soprattutto) e
    di Vital, non tanto dei due Tetsuo, che lo hanno giustamente rivelato
    al pubblico come talento visionario e maestro di immagine. Questo
    terzo capitolo ripete un po' stancamente (anche se brevemente) i primi
    2, non aggiunge nulla, sembra più un regalo ai suoi fans. A caval
    donato non si guarda in bocca. Ma... 5,5.

    CAPITALISM: A LOVE STORY
    (Capitalismo: una storia d'amore – Michael Moore - Usa - 120')
    Dopo Roger & Me, Moore torna a parlare del capitalismo. Il suo
    pensiero è semplice: è un male e va estirpato. Oltre a trovarmi
    completamente d'accordo, Moore mette in scena come sempre idee
    brillanti (non vi anticipo nulla, se non che doppia Gesù e che
    “arresta” Wall Street) e ci trascina dentro il piacevole vortice delle
    sue idee. L'inizio è un po' lento e duro, visto che si parla degli
    espropri delle case degli americani, ma assolutamente propedeutico a
    una seconda parte entusiasmante. Da vedere, tutti, fate i bravi. 8.

    Notizie da film non visti: Il leone d'oro Levanon (Libano) ha messo
    quasi tutti d'accordo, mentre tra gli italiani non è piaciuto troppo
    Il grande sogno di Placido. Curiosa l'accoglienza a La doppia ora, di
    Capotondi: non particolamente amato dalla critica ufficiale, ma
    apprezzato dal pubblico accreditato, quindi immagino sia molto
    interessante. È piaciuta molto, un po' a tutti, la commedia Soul
    Kitchen, di Fatih Akin, e non è dispiaciuto l' A Single Man dello
    stilista Tom Ford.


    Venezia 66 - Fuori Concorso, Orizzonti e Controcampo

    EHKY YA SCHAHRAZAD SCHEHERAZADE, TELL ME A STORY
    (Sherazad, raccontami una storia - Yousry Nasrallah - Egitto - 135')
    Lido di Venezia, 2 settembre 2009. Ore 16.00. Fa caldissimo e io
    voglio andare al mare, visto che in sala l'unica offerta è un film
    egiziano sui diritti delle donne di 2 ore e un quarto. E invece mi
    faccio convincere alla tortura. Un grazie a chi mi ha convinto! Trama:
    fate finta che un giovane Feltri sia sposato con la Gabanelli. Un
    giornalista rampante e vicino al governo oscurantista deve avere una
    promozione, ma dall'alto gli fan capire che la moglie deve smettere di
    fare politica nella trasmissione che conduce in tv. Finirà di parlare
    di donne. Tre storie, di cui la centrale bellissima, che porranno al
    centro proprio i limiti dell'agire umano condizionato dall'attuale
    governo. Peggio che la politica. Delicato, pungente, estremamente
    coinvolgente in queste storie di donne, introdotte da una donna, anche
    lei storia. Come Sherazad, nelle Mille e Una Notte. Qualche taglio e,
    quindi, un montaggio più attento, e avremmo avuto un capolavoro. 7,5.

    REC2 (Jaume Balaguerò, Paco Plaza – Spagna – 85')
    Rec al quadrato (e non Rec 2, e ha un suo senso) inizia nello stesso
    palazzo dov'era ambientato il predecessore (ma si segue anche senza
    averlo visto), con la differenza che gli occhi, le telecamere che
    premono il tasto REC, sono 2. Per gli appassionati di horror, come si
    suol dire, un must: la trama è a dir poco bollita, ma gli stratagemmi
    registici lo rendono maledettamente intrigante, sussultante e, roba da
    non credere, elegante. Rec regge bene fino in fondo, ed è ancora
    meglio del primo. Questo Paco Plaza dev'essere un grande, perchè
    Balaguerò da quando gira con lui si è trasformato da pippa a fenomeno
    (dell'horror). 7,5.

    VALHALLA RISING (Nicolas Winding Refn – Danimarca - 90')
    Vichinghi alla conquista della terra santa, partono ma sbagliano
    posto. Ma non fa ridere. Bella la figura del protagonista, un
    assassino guercio senza parola e senza pietà, che si affeziona a un
    ragazzino che lo segue ammirato. Per il resto molta violenza, molta
    nebbia e molta noia. 5.

    BARKING WATER (Sterlin Harjo – Usa - 81')
    Un nativo indiano, a cui restano pochi giorni di vita, vuole rivedere
    tutta la famigliola, che però abita lontanissimo. La sua ex donna lo
    accompagna per il suo ultimo viaggio. Solo 2 cose rese bene da questo
    film: la sincerità della scrittura e il senso dell'agonia, che
    coinvolge pienamente lo spettatore: probabilmente gli 81 minuti più
    lunghi della mia vita. 4.

    DIECI INVERNI (Valerio Mieli – Italia - 99')
    Una storia d'amore e amicizia raccontata nello spazio di dieci
    inverni, dal 1999 al 2009 (sarebbero undici ma un inverno lo salta). A
    metà tra Harry ti presento Sally e l'immeritatamente dimenticato Un
    amore (recuperate, gente, recuperate), un film che ha il suo enorme
    punto di forza nei suoi emergenti interpreti: Isabella Regonese (la
    ragazza del call center di Virzì, recuperare, grazie) e Michele
    Riondino (che già teneva il passo di Elio Germano ne Il passato è una
    terra straniera). Il film è discontinuo presenta alcuni episodi
    azzeccati e coinvolgenti, alternati a inverni prevedibili. Il ritmo e
    la scarsa presenza di banalità conducono a un finale che avrei voluto
    diverso, più fedele e coerente con quanto visto e vissuto per un'ora e
    mezza. Ne riparliamo quando lo avrete visto. 6,5.

    PEPPERMINTA (Pipilotti Rist – Svizzera - 80')
    Il paese di provenienza doveva già costituire un avvertimento, mentre
    la presentazione del film nel pressbook, un trionfo di colori, ne
    attirava la visione. Dovrebbe esserci una trama, io non l'ho vista:
    c'è questa pazza chiamata Pepperminta che ogni 2' fa cose che vanno
    dall'idiota all'incredibile (ve lo dico, tanto qui non esce: si beve e
    fa bere il suo mestruo). I primi minuti li si guarda con simpatia,
    dopo un quarto d'ora ti viene voglia di entrare in cabina di
    proiezione e fare come Fantozzi con la Corazzata. 2.

    DOWAHA (BURIED SECRETS) (Segreti bruciati – Raja Amari – Tunisia -
    91')
    In una casa apparentemente abbandonata vivono 2 donne con la loro
    madre nell'alloggio per domestici. Un giorno viene a insediarsi una
    giovane coppia (lui è il padrone di casa), e le 3 cercano di
    nascondersi. Inizierà una strana convivenza, con la figlia minore
    morbosamente attratta dal “nuovo mondo”. Dowaha è un thriller
    psicologico, una specie di The Others non metafisico, con un tocco di
    Soldato Jonathan di Don Siegel (recuperare entrambi, per chi non ha
    visto). Scritto in maniera impeccabile, avvincente, angosciante,
    claustrofobico ed estremo, il film rivelazione del festival questa
    volta viene dalla Tunisia e da una giovane e coraggiosa regista,
    supportata da un'autentica stella del nuovo secolo: l'incantevole e
    incredibile Hafsia Herzi, affermatasi in Cous Cous e... nulla, questa
    se non inizia/esagera a drogarsi, bere, e compagnia bella diventa la
    più grande attrice del nuovo millennio. 8+


    THE INFORMANT! (L'iinformatore – Steven Soderbergh – Usa - 110')
    Dopo l'epico movie (4 ore) su Che Guevara, Soderbergh si diverte a
    girare col taglio di una commedia nera, la storia di una delle più
    grosse truffe degli anni '90: un rampante manager, convinto di far
    carriera all'interno della sua azienda, ne denuncia le scorrettezze
    all'FBI di cui diventa anche informatore. Seguono una serie di colpi
    di scena. Il regista tiene in secondo piano il messaggio, l'etica e
    l'analisi della vicenda, per concentrarsi sul divertimento. Vuole
    divertirsi e vuole divertire. Sul primo scopo direi che non si hanno
    dubbi, sul secondo qualcosina da ridire ci sarebbe, vista la
    sceneggiatura piuttosto confusa. Bene la messa in scena, le musiche e
    Matt Damon. 6.


    Sezioni Collaterali – Giornate degli Autori e Settimana della Critica

    VIDEOCRACY (Erik Gandini – Svezia - 86')
    Documentario sulla televisione italiana, sui suoi effetti sul popolo e
    di conseguenza sulla politica. Baricentro della narrazione,
    ovviamente, il Presidente. Presentato come evento speciale della
    mostra, esce nei cinema senza alcun battage pubblicitario, visto che
    le sei televisioni principali italiane hanno rifiutato di trasmettere
    il trailer. Il documentario si focalizza su 3 personaggi principali, 2
    dei quali a noi molto noti: il noto agente televisivo Lele Mora, amico
    e vicino di casa in Costa Smeralda del Presidente, che riceve gli
    ospiti nella sua “casa bianca” e mostra orgoglioso il video al
    cellulare di Faccetta Nera, con svastiche, croci celtiche e aquile; un
    giovane che si allena nella lotta libera e a cantare e ballare Ricky
    Martin, perchè vuole la notorietà e la televisione, non avendo
    intenzione “di fare l'operaio tutta la vita”; il paparazzo Fabrizio
    Corona, nichilista ricattatore delle star, un “Robin Hood deviato, che
    ruba ai ricchi per dare a me”, un derivato, una scheggia a volte
    impazzita di ciò che è la tv del Presidente. Asciutto e cinico, il
    documentario offre quindi uno spaccato impeccabile del degrado del
    nostro paese. Ma c'è un limite, fortissimo: lo vedrà chi già sa e già
    concorda, mentre il target di questi messaggi, i ragazzi come
    l'aspirante ballerino non lo vedranno mai. 7,5.

    METROPIA (Tarik Saleh – Svezia - 86')
    Cartone animato con le voci di Vincent Gallo e Juliette Lewis. In un
    futuro non lontano, per colpa della crisi energetica, la
    multinazionale ha “comprato” l'Europa, creando una grande
    metropolitana che la unisce tutta (magari!). Ma ha il potere di
    controllare le menti degli uomini. Il protagonista, che inizia a
    sentire voci interiori, è anche attratto dalla consueta femme fatale,
    che decide di seguire un giorno in metro. Metropia è affascinate,
    curioso nell'animazione, intelligente e ha un bel messaggio. Ma anche
    un gran difetto: è pallosissimo. Si arriva alla fine della neanche ora
    e mezza completamente sfiniti e probabilmente avendo intuito gran
    parte del finale. I cartoni futuristici li lascerei ancora in mano ai
    giapponesi. 6.

    CELDA 211 (Cella 211 – Daniel Monzòn – Spagna - 111')
    Un secondino al suo primo giorno di lavoro si ritrova chiuso in una
    cella durante una gigantesca rivolta nel settore di massima sicurezza.
    Farà, o almeno proverà a fare, di necessità virtù. Action Thriller
    carcerario, di notevole impatto e ancor più notevole violenza, il film
    di Monzon è un continuo crescendo di tensione ed emozioni. Duro fin
    dall'incipit, il film nella parte conclusiva si fa prendere
    leggermente dal vortice di violenza che crea, offrendo situazioni al
    limite dell'estremo. Il nodo narrativo (che lo rende un Thriller)
    incolla lo spettatore alla sedia per tutte e 2 (quasi) ore di scena.
    7,5.

    LA HORDE (L'orda – Yannick Dahan – Francia - 97')
    Poliziotti corrotti che cercano di vendicare un amico e fare una
    brutta sorpresa a una banda di delinquenti che si nasconde all'ultimo
    piano di un palazzo. Ma la sorpresa, a tutti, la fanno gli abitanti
    del palazzo che si sono misteriosamente tramutati in zombie e,
    ovviamente, li attaccano. Per strappare la sufficienza, un horror sul
    tema più abusato del mondo, dev'essere girato bene, far ridere, far
    sobbalzare e durare poco. Questo, bene o male, ci riesce. 6,5.

    GORDOS (Obesi – Daniel Sanchez-Arevalo – Spagna - 120')
    Le storie, mixate tra il comico e il drammatico, di 5 persone che
    vanno a una terapia di gruppo per obesi, e del loro terapista. Cosa li
    ha condotti all'obesita? E' la natura dei loro problemi o ne è la
    conseguenza? Gordos è una commedia, parla di persone con problemi e lo
    fa con due registri che meglio non potrebbero fondersi: il comico, con
    situazioni paradossali, gag, battute davvero divertenti; il
    drammatico, con un'analisi acuta dei problemi di queste persone. Il
    peso non è il solo tema, c'è la famiglia, la maternità,
    l'omosessualità, la solitudine. Il ritmo non manca, anche se i minuti
    sono un po' troppi e a volte qualcosina non va, ma col voto voglio
    stare un po' “gordo”. 7,5.

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  • Venezia, il dentista offre un giro in gondola

    A Venezia aprirà un mega centro per cure dentistiche low cost che offrirà anche pacchetti vacanza

    Senta, lo sa quanto mi costerebbe in Italia “rifarmi” la bocca? Almeno venticinquemila euro. In Russia me la cavo con cinquemila». Marta ha 58 anni e un vecchio impianto dentale eseguito 25 anni fa a Bergamo. Adesso è tutto da rifare ma con lo stipendio da infermiera ausiliaria, poco più di mille euro al mese, è un lusso che non può permettersi. Se ne lamenta con tutti, ed ecco arrivare in soccorso una collega, infermiera, russa. «Mi ha detto - racconta Marta - che nella sua città il dentista costa sì e no tre o quattromila euro, poi c’è il viaggio in aereo, e basta, perché sarebbe lei ad ospitarmi. Così mi faccio le ferie e i “denti nuovi”».

    Lo chiamano «turismo dentale» e ci sono anche dei siti Internet con questa dicitura. Se in Italia solo sedersi sulla poltrona odontoiatrica costa cento euro, con la stessa cifra in Croazia (dove offrono anche il soggiorno gratuito), Polonia e qualche altro paese dell’Est ci si paga un «ponte» o qualche altro impianto. E non si immaginino studi medici lerci, arredamenti vecchi e scrostati: si tratta di professionisti capaci e di studi medici all’avanguardia, con strumentazioni moderne che fanno bella mostra di sé dalle foto sul web e dai video girati durante gli interventi.

    Devono aver pensato a questo business gli imprenditori che hanno finanziato uno staff di medici e odontoiatri che a metà del prossimo mese apriranno il «Venice Dental Center» a Zelarino (Venezia), vicino alla tangenziale - come dice uno dei rappresentati della società - così è facile da raggiungere. «Ma non li chiami dentisti “low cost” - sostiene il dottor Marafante -, il progetto è nato per dare un servizio globale e di alto livello, abbiamo anche un settore “vip”. Tutto ha preso il via dopo che abbiamo notato questo esodo verso la Croazia, dove per altro non sempre la cura dà poi i risultati sperati...».

    Il modello del servizio offerto dal centro «Venice Dental Center» è comunque abbastanza simile a quello oltre confine: cure dentali e pacchetto soggiorno-vacanza. Un po’ come in Spagna per le cliniche della fecondazione assistita, da dove si torna abbronzati e con una vita in grembo. Da Venezia si tornerà con il ricordo di un museo o di una «passeggiata» in gondola e denti scintillanti. La struttura avrebbe dovuto aprire già da settembre. Per ora ha già ha ricevuto aspre critiche, ovviamente da dentisti «tradizionali» e dal presidente della commissione odontoiatri di Venezia. «Noi siamo contro gli ipermercati dell’odontoiatria - dice Cosimo Tomaselli - Anche perché riteniamo che realtà così grandi non possano proporre prezzi inferiori agli altri studi, viste le enormi spese legate alla manutenzione».

    Dubbi già espressi all’epoca dell’apertura, a Mestre, dei Servizi di Prevenzione Dentale (Spd), altro centro dentistico. In Veneto e in Friuli, infatti, ci sono altre strutture che promettono cure dentali low-cost, con tanto di sito Internet dove consultare il tariffario. Una pulizia completa, per esempio, costa solo 40 euro a fronte di almeno il doppio su una poltrona di uno studio qualunque. «Non siamo contrari a questo nuovo centro - continua Tomaselli -. Ha tutto il diritto di provare ad abbattere i costi. Resto però scettico sul fatto che si traduca in un vero risparmio per il cliente».

    Il «Venice Dental Center» nasce come società mista di capitali ed è stato realizzato grazie alla partecipazione di alcuni medici odontoiatri e di un gruppo di imprenditori. «Il direttore sanitario - spiega Marafante - è un noto professionista in Italia e anche all’estero, che garantisce la serietà della struttura. Un medico che dopo la pensione ha deciso di mettere al servizio dei pazienti la sua professionalità». Il centro dentistico aprirà i battenti entro metà ottobre nei pressi di un supermercato e di un ospedale.

    Nella struttura anche una zona vip dove si salta la sala d’attesa. Una volta varcato l’ingresso del centro, sarà subito pronta la poltrona con il trapano. E poi i pacchetti «soggiorno e cura»: per il turista-paziente un programma di tutto rispetto: il ponte di Rialto, il ponte dell’Accademia, il ponte della Costituzione, poi magari un museo o una mostra. Il tutto tra una carie e una detartrasi, una dentiera e un’estrazione.

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  • The Men who stare at Goats: arriva la locandina

    Presentato fuori concorso alla 66° Mostra del Cinema di Venezia, The Men Who Stare at Goats ci regala oggi il primo coloratissimo poster, che potete trovare dopo il salto. Diretto da Grant Heslov, e tratto dal libro Capre di guerra di Jon Ronson, l’esilarante commedia vede protagonisti George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges e Kevin Spacey, per un debutto nelle sale americane previsto per il 6 novembre (che diventa il 4 dicembre per i cinema nostrani). Bob Wilton, giornalista timido e impacciato, viene lasciato dalla moglie e si reca in Medio Oriente affamato di rivalsa e in cerca dello scoop della sua vita. Qui scopre un reparto segreto dell’esercito statunitense che si prefigge di utilizzare facoltà paranormali in campo bellico. L’incontro con Lyn Cassidy, da oltre vent’anni membro del reparto e attualmente impegnato in una misteriosa missione, gli aprirà le porte verso una nuova realtà, scoprendo che l’esercito e il modo di combattere sono cambiati, infatti il bizzarro reparto, fondato nel 1983, si prefigge di utilizzare poteri psichici per poter leggere i pensieri del nemico, passare attraverso solide mura e perfino uccidere una capra semplicemente fissandola.

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  • I film del Festival di Venezia non entusiasmano gli spettatori
    Si sta rivelando molto basso l’interesse degli spettato per i film vincitori al Festival del di Venezia. Il risultato migliore, soltanto il terzo posto considerando anche le 450 sale in cui è in visione, è stato registrato da “Il grande sogno” del regista-attore Michele Placido.
    Veramente deludenti i dati provenienti dalle sale cinematografiche, “Il grande sogno” considerando il cast d’eccezione (Michele Placido, Riccardo Scamarcio e Jasmine Trinca, giudicata al festival come migliore esordiente), le 450 sale in cui viene proiettato ha fatto segnare 1.004.920 euro d’incasso posizionandosi al terzo posto nella classifica dei film più visti.
    Incassi inferiori per gli altri film in concorso: ottavo posto per “Il cattivo tenente – Ultima chiamata New Orleans”, nono posto per “Cosmonauta” (ottimo risultato considerando che attualmente è proiettato in solo 50 sale in tutta Italia), dodicesimo posto per “Questione di punti di vista” e quattordicesimo posto per “Una soluzione razionale”.

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  • VENEZIA I LOVE YOU - Cheng Du , I Love you ( 成都﹐我愛你)
    E’ il film di chiusura della 66° Mostra del Cinema di Venezia, e racconta due storie d’amore entrambe ambientate nella città di Chengdu. La prima ha luogo in un ipotetico 2029, dove si dipananao le ambivalenti emozioni di una ballerina di samba combattuta tra la riconoscenza, la vendetta e l’amore. La seconda, ambientata nel 1976, narra le vicende di un vecchio maestro di tè che si innamora di una giovane e bella cameriera. Siamo in piena rivoluzione maoista e il vecchio maestro si finge pazzo per i sensi di colpa nati dopo aver denunciato un caro amico al regime. Un film dalle bellissime immagini, che riesce addirittura a mettere in discussione il caro regime comunista in maniera intelligente ed ironica. Girato con sapienza, ci mostra delle bellissime e nitidissime immagine della Cina del presente e del futuro. Il regista ci fa scoprire Chengdu non solo attraverso il tragico terremoto del 12 maggio 2008 ma anche attraverso tutti gli elementi culturali di cui la città è pregna, dal cibo piccante al cambio delle maschere. Ma Fruit Chan non è certo una scoperta di questa edizione del Festival, bensì uno dei registi più celebrati del suo paese ed è stato già stato insignito del Pardo d’oro a Locarno. Fruit Chan è anche uno straordinario innovatore nell’ambito della tradizione, come ben si vede quando il film mostra le moltissime affinità che uniscono le arti marziali ed il rock. Insomma nel suo film si respira una ventata di libertà veramente invidiabile, perfetta conclusione di un Festival che non si dimentica mai di guardare verso oriente.

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  • VENEZIA 66: scene inedite e uno spot tv per THE INFORMANT
    Apprezzato ma senza esaltare a Venezia, The Informant! di Steven Soderbergh farà venerdì il suo esordio nei cinema americani. Ricordandovi i pareri sul film dei nostri due inviati speciali dal Lido (qui e qui) e uno spot tv inedito e ben 5 scene inedite, da vedere e commentare insieme. Protagonista assoluto Matt Damon, con al suo fianco Melanie Lynskey, Clancy Brown, Frank Welker, Scott Bakula e Candy Clark, per un film, costato 21 milioni di dollari, che uscirà nei cinema italiani il prossimo 13 novembre. Nel film Scott Bakula veste i panni di Brian Shepherd, un agente FBI che, con l’aiuto del biochimico Mark Whitacre (interpretato da Matt Damon), riuscì a smascherare una fraudolenta politica di controllo dei prezzi da parte di una multinazionale. Al termine del processo l’azienda, riconosciuta colpevole, venne condannata al pagamento di una multa pari a 100 milioni di dollari.












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  • FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA: Samuel Maoz parla del suo FILM LEBANON
    Vincitore della 66esima Mostra del cinema di Venezia, Lebanon, il film israeliano girato dentro l’ormai arcinoto carro armato ha incuriosito pubblico e critica. Ne abbiamo parlato con il regista Samuel Maoz.

    Come è stato fare un lavoro così personale?
    Samuel Maoz: L'intero film si svolge all'interno del carro armato mentre la guerra è vista solamente attraverso il mirino ed è stata creata dalla mia mente con l'intenzione di usare le memorie del mio soggetto, questo è stato il filtro attraverso il quale ho voluto raccontare la mia storia. Non voglio che il pubblico comprenda solamente il sentimento, ma voglio che lo provi, perché in questo caso ho avuto bisogno di creare questa situazione in cui metto il pubblico all'interno del carro armato per farlo identificare completamente con il personaggio: vedi quello che vedono, sai quello che sanno, perché l'idea è che si vuole uno spettatore oggettivo che guarda di fronte a sè e che lo provi.


    È sicuro che le sue memorie non l'abbiano ingannata?
    Samuel Maoz: Parlando degli eventi per esempio, alcune cose sono accadute, altre no. Non c'è un sentimento personale nel contesto documentaristico ma ci si trova nell'esperienza emozionale. Il timone degli eventi è di provvedere o di stabilire attorno alla storia centrale quella dei quattro personaggi principali, si tratta di una memoria emozionale.
    Lebanon è un sentimento personale contro la guerra con un orribile dilemma personale sulla volontà di sopravvivere di fronte alla propria morte, una situazione in cui il conflitto tra i propri istinti primari di sopravvivenza dove la morale umana distrugge la tua anima e ti spinge a combattere per la tua vita e non hai tempo per pensare se è giusto o sbagliato.


    Avete tradotto nella versione ebraica le parole degli ostaggi?
    Samuel Maoz: Si tratta di un grande dilemma e non abbiamo ancora preso una decisione a riguardo perché come ho detto voglio che il pubblico sia dentro il carroarmato e che sappia solamente quello che sa il personaggio, dall'altra parte questa è l'unica volta in cui questa informazione possa essere data al pubblico.
    Il nostro dilemma è di tradurre quello che dicono gli ostaggi in ebraico e il film uscirà in Israele questo ottobre, quindi abbiamo ancora tempo per decidere.


    È da molto tempo che pensa di fare un film sulla guerra, perché lo ha fatto proprio adesso in questo particolare momento?
    Samuel Maoz: Perché avevo bisogno di distanziarmi da questi sentimenti come regista. La selezione degli eventi, l'ordine di apparizione, rifinire la comprensione e sopratutto la combinazione tra l'iperrealismo, la coscienza e l'inconscio, tutti questi elementi sono prodotti della mia dolorosa memoria che ho usato e sono passato attraverso ad un processo molto articolato che è servito per lasciare far fare al pubblico un viaggio nella coscienza in cui l'ignara anima del bambino è riflessa attraverso la sua anima matura.

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  • "I Grandi Festival .. Da Venezia a Roma". I film della 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia nei Cinema di Roma XV_rassegna_I-Grandi-Festival- Da-Venezia-a-Roma_2009
    Da oggi al 22 settembre arriva nei cinema di Roma, una selezione di titoli della 66. Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia. In nove giorni di programmazione, 12 cinema romani propongono in anteprima assoluta, in versione originale con sottotitoli italiani, ben 34 film che arrivano dalla Mostra.

    La XV edizione della rassegna “I Grandi Festival…da Venezia a Roma”, organizzata da ANEC Lazio con il sostegno del Comune di Roma, si inaugura oggi al Cinema Greenwich con Domain (Dominio) di Patric Chiha (18,00) e Levanon (Lebanon) di Samuel Maoz (20,30 - 22,30).
    Al Cinema Intrastevere con Kakraki (Come gli scampi) di Ilya Demichev (18,00) e Good Morning Aman di Claudio Noce con V. Mastandrea, A. Caprioli (20,30 -22,30). Al Cinema Farnese con Francia di Israel Adrián Caetano (18.30), e per “Giornate degli Autori -Venice Days”, Apan – The Ape di Jesper Ganslandt (20,00). Per i prossimi giorni, sul sito di ANEC Lazio trovate il programma della rassegna da scaricare. A conferma del fatto che tutte le Vie portano a Roma, anche quelle del Cinema. Buona Visione!

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  • Venezia 66: Leone d'Oro a Lebanon e TUTTI I PREMI DELLA MOSTRA 2009 VIDEO Venezia 66: Leone d'Oro a Lebanon di Samuel Maoz - Tutti i premi del festival
    Vincono la voglia di pace e la voglia di convivenza in una democrazia degna di tal nome. E’ questo il verdetto della Giuria Internazionale della 66. Mostra del Cinema di Venezia. Il Leone d’Oro al bellissimo e forte Lebanon guarda alla memoria dei soldati che sono sopravvissuti alla guerra ma continuano a ricordare immagini terribili, traumi mai sorpassati.

    Il Leone d’Argento a Shirin Neshat per la sua elegantissima regia di Women Without Men dà l’occasione all’artista di poter ribadire ancora la pace e la convivenza con il suo popolo, l’Iran, con un film di urgente attualità. Anche il Premio della Giuria al folle e divertentissimo Soul Kitchen di Fatih Akin alla fine porta in senso lato un messaggio che si può riportare alla convivenza e alla felicità: solo volendo e credendoci si possono ottenere risultati impensati.
    Colin Firth vince meritatamente la Coppa Volpi per la sua misurata e commovente interpretazione nella sorpresa A single man di Tom Ford; faranno discutere invece - possiamo immaginare - la Coppa Volpi a Ksenia Rappoport (in realtà davvero brava) per La doppia ora e il Premio Mastroianni a Jasmine Trinca per Il Grande Sogno, che rivelazione fu forse ancora con La stanza del figlio e La meglio gioventù.

    Meritatissima l’Osella alla sceneggiatura per lo splendido Life during wartime, che sarebbe stato bello ipoteticamente poter vedere nel podio, personalmente. Altrettanto meritata l’Osella per la scenografia (finalmente non alla fotografia: un po’ di originalità) del discusso Mr. Nobody.
    Commovente il doppio premio (Orizzonti e Leone del futuro come miglior opera prima) a Pepe Diokno per il suo Engkwentro: purtroppo non ho visto il suo film, ma la convinzione dei componenti delle giurie che l’hanno premiato era tanta quanto la sua felicità ed incredulità. Si conclude così la Mostra del Cinema del 2009: tra poco un lungo post riassuntivo con voti e commenti.

    Leone d’Oro: Levanon (Lebanon) di Samuel Maoz

    Leone d’Argento (regia): Zanan Bedoone Mardan (Women Without Men) di Shirin Neshat

    Premio della Giuria: Soul Kitchen di Fatih Akin

    Coppa Volpi (femminile): Ksenia Rappoport (La doppia ora)

    Coppa Volpi (maschile): Colin Firth (A single man)

    Premio Mastroianni (rivelazione): Jasmine Trinca (Il Grande Sogno)

    Premio Osella (sceneggiatura): Life During Wartime di Todd Solondz

    Premio Osella (scenografia): Mr. Nobody di Jaco Van Dormael

    Leone Corto Cortissimo: Eersgeborene (Firstborn) di Etienne Kallos

    Leone Corto Cortissimo - Menzione Speciale: Felicità di Salomé Aleksi

    Orizzonti: Engkwentro di Pepe Diokno

    Orizzonti Doc: 1428 di Du Habin

    Orizzonti Doc - Menzione speciale: The Man’s Woman and Other Stories di Amit Dutta

    Leone del futuro: Engkwentro di Pepe Diokno

    Premio Controcampo italiano: Cosmonauta di Susanna Nicchiarelli

    Premio Controcampo italiano - Menzione Speciale: Negli occhi di Francesco Del Grosso e Daniele Anzellotti

    Premio Persol 3-D: The Hole di Joe Dante







    COMMENTI:

    tanto si sa già che il leone d’oro è di lebanon

    E regia Solondz, sì, si sa tutto. Ma abbiamone la certezza in diretta, su.

    sono contenta per la coppa volpi a colin firth

    colin firth è un attore che non mi ha mai intusiasmato molto…sono curioso di vederlo in questo film,,deve avere trovato il ruolo giusto!

    tutti premi già previsti, che noia
    quanti mesi dovremo aspettare per poter vedere da noi il leone d’oro???
    Non è vero. Dei tre premi principali i rumor hanno azzeccato il Leone d’Oro (impresa facilissima: appena visto il film il 90% aveva già previsto che avrebbe vinto il premio) e non gli altri due. Akin è una vera sorpresa.

    Grande Colin!

    Non condivido la coppa volpi a Ksenia Rappoport avrei preferito a Sylvie Testud e la regia a Jayasundara per Between two Worlds o a Tom Ford per A single man

    in effetti non capisco che senso ha dare un premio rivelazione a una che e’ un’attrice piuttosto affermanta da tempo (jasmine trinca)

    faranno una finestra su Rai Cinema che lo puoi vedere sul portale di raitv

    The Hole batte Up e Colarine non me l’aspettavo

    è stata trasmessa su rai 4, provare a verificare sul sito della rai.

    Ma infatti The Hole premiato ha una motivazione secondo me abbastanza chiara che non ribadisco perché è facile intuire. Come 3D non ha davvero nulla di speciale.

    bah, intanto di questa mostra del cinema di Venezia rimarranno solo i pettegolezzi su Clooney e la Canalis, bella pagliacciata… unica nota positiva è il meritatissimo premio alla carriera per l’indistruttibile Stallone ma per il resto… poi la mia è solo un’opinione personale, non ce l’ho mica con nessuno, sto solo esprimendo un parere

    Non dimentichiamoci di SuperJohn Lasseter un premio meritatissimo

    Che schifo.

    E’ una vergogna!è il peggior palmares da quando seguo Venezia! Il film di Shirin Neshat è mediocre, con una sceneggiatura pessima e un estetismo vomitevole, quello di Akin è una commediola carina senza molte pretese, che poteta essere tranquillamente fuori concorso e nessuno avrebbe protestato! Il film di Solondz meritava almeno il leone d’argento, e ci sono almeno altri 10 film che meritavano qualcosa molto piu di Akin e Neshat: Bad liutenant di Herzog, Moore, Lourdes di Jessica Hausner, A single man, Lola e ancora, Persecution, White material, Romero, Accident ecc.. Sono davvero basito, non ho mai visto una cosa del genere, posso capire che si premino film del genere in un festival di film mediocri e deludenti, ma questo festival è stato tutt’altro, a parte gli italiani e Prine of tears e Mr nobody, qualunque altro film al posto di quei due sarebbe andato benissimo!

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  • Festival di Venezia 2009: Queer Lion a Single Man di Tom Ford
    A Single Man, debutto alla regia dello stilista Tom Ford ha vinto alla mostra del cinema di Venezia il Queer Lion .

    Tom Ford, l’ex direttore creativo di Gucci, ha vinto con il suo debutto alla regia A Single Man, alla mostra del cinema di Venezia, il Queer Lion, il premio attribuito, dal 2007, al “Miglior Film con Tematiche Omosessuali & Queer Culture”.

    La giuria composta da Gustav Hofer, Luca Ragazzi, Peter Marcias, Roberto Schinardi e Mark Smith ha deciso il riconoscimento all’umanità con la seguente motivazione: “per la perfezione formale con cui viene raccontata la storia di un uomo che vive con dignità la perdita del proprio amore e perché ci ricorda l’urgenza di leggi che garantiscano la parità di diritti, affinché gli omosessuali possano vivere i loro amori alla luce del sole”.


    La pellicola, apprezzata anche dalla stmapa, è la storia di George Falconer, interpretato da Colin Firth, un professore inglese di 52 anni che cerca di riprendersi la sua vita dopo la morte del suo compagno Jim. George non riesce più a immaginarsi un futuro, ma una serie di eventi e di incontri lo porteranno a riflettere sulla sua situazione. George ha accanto una cara amica, Charley, una bella donna di 48 anni a sua volta angosciata da dubbi sul futuro. Ma a complicare tutto ci si mette Kenny, un giovane studente di George che si innamora del professore identificandolo come anima gemella.

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  • Festival di Venezia 2009 sabato 12, ieri comunicati i premi speciali, oggi Mr. Nobody e il premio a Stallone
    Impazza il TotoLeone per la giornata di chiusura del Festival di Venezia, e come previsto anche Lola di Brillante Mendoza proiettato ieri, entra tra i favoriti nei pronostici, comunque saldamente in testa Lourdes di Jessica Hausner e Lebanon di Samuel Maoz, anche se l’accoglienza entusiastica per gli outsider Soul Kitchen di Fatih Akin e Capitalism: a love story di Michael Moore potrebbero riservare qualche sorpresa.

    Poche le probabilità che il Leone d’oro vada ad uno dei quattro italiani, comunque l’ottimo La doppia ora di Capotondi potrebbe ambire a qualche premio speciale.

    Ieri assegnati alcuni premi collaterali, premiato The Hole di Joe Dante con il premio Persol 3D, per il lungometraggio che meglio rappresenta l’esplorazione di questa nuova frontiera del linguaggio cinematografico, premio speciale Leoncino d’oro Agiscuola a Michael Moore e al suo documentario sulla crisi economica americana e premio speciale Regione Veneto per la Settimana Internazionale della Critica alla pellicola iraniana Theroun di Nader Takmil Homayoun.

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  • VENEZIA 66 MOSTRA DEL CINEMA 2009 - GIURIE E PREMI

    LA GIURIA INTERNAZIONALE
    Tra tutti i film in concorso, assegna i seguenti premi:
    - Leone d'oro per il miglior film
    - Gran Premio della Giuria, Leone d'Argento
    - Premio speciale per la regia, Leone d'Argento
    - Coppa Volpi per la migliore interpretazione maschile
    - Coppa Volpi per la migliore interpretazione femminile
    - Osella per un contributo tecnico di particolare rilievo
    - Premio Marcello Mastroianni ad un giovane attore o attrice emergente

    Ang Lee (Regista - Presidente della Giuria) - Nato a Pingtung, nell'isola di Taiwan, il 23 ottobre 1954, Ang Lee si è diplomato al National Taiwan College of Arts di Taipei nel 1975, e successivamente si è trasferito negli Stati Uniti, dove ha studiato regia teatrale all'Università dell'Illinois, e produzione cinematografica alla New York University. Mentre frequentava la NYU, Ang Lee ha collaborato come assistente operatore al film Joe's Bed-Stuy Barbershop...

    Sandrine Bonnaire (Attrice) - Sandrine Bonnaire è nata a Gannat, in Alvernia (Francia), il 31 maggio 1967 ed è cresciuta a Grigny, nell'Essonne, all'estremo sud dell'immensa area metropolitana di Parigi, settima dei dieci figli di un operaio e di una donna, testimone di Geova, che terrorizza i bambini con periodici annunci sulla fine del mondo. In casa il televisore è sempre acceso, ma le ragazze preferiscono inventare ogni giorno nuovi giochi...

    Luciano Ligabue (Cantautore e regista) - Nato nel 1960 a Correggio, Reggio Emilia, Luciano Ligabue è uno degli artisti più amati del panorama musicale italiano di sempre. Cantante e autore delle proprie canzoni, ha pubblicato 14 album (fra inediti, live, colonne sonore e raccolte), ognuno dei quali consacrato al successo da brani entrati direttamente nel cuore di più di una generazione. Protagonista della scena live con spettacoli presentati in tutta Italia, tra cui nel 2005 lo storico evento al Campovolo di Reggio Emilia...

    Liliana Cavani (Regista) - Laureata in lettere e interamente votata ad un cinema politico rivoluzionario nel suo genere, Liliana Cavani nasce a Carpi il 12 gennaio 1933. La sua carriera di regista inizia con la realizzazione di una lunga serie di servizi televisivi di forte impatto, Storia del Terzo Reich, L'età di Stalin, Pétain, Gesù mio fratello, La casa in Italia, tutti diretti tra il 1960 e il 1966. Proprio nel 1966 realizza il suo primo lungometraggio, Francesco d'Assisi...

    Joe Dante (Regista) - Regista, produttore, scenografo e anche critico cinematografico, Joe Dante, cresciuto nel New Jersey, studia al Philadelphia College of Art dove dirige una fanzine (giornalino per appassionati) di cinema horror, dal nome "Castle of Frankestein". Nel 1968 realizza il suo primo lungometraggio, una pellicola sperimentale di 420’ ottenuta montando spezzoni di B-movies: The Movie Orgy (Cheeseburger Film Sandwich). Dopo la laurea decide di lavorare nel cinema ...

    Anurag Kashiap (Regista) - Nato nel 1972 a Gorakhpur, Uttar Pradesh, Anurag Kashyap è cresciuto in varie città indiane. Fin dall’infanzia ha subito il fascino del grande schermo nei cinema all’aperto. Nel '93 si è laureato in Zoologia all’Università di Delhi, nel frattempo, negli anni di studio, si è avvicinato, prima al teatro di strada e in seguito al cinema, iniziando a conoscere il lavoro di svariati registi non indiani, anche grazie alla frequentazione dell’International Film Festival of India...

    Sergei Bodrov (Regista e sceneggiatore) - Figura fra le più importanti del cinema sovietico durante la Perestrojka, affrontando i problemi politici e sociali della Russia contemporanea, si è imposto negli anni come uno dei cineasti russi più influenti a livello internazionale, in particolare negli Usa. Nel 1996 gira il film diventato cult Kavkazskij plennik (Il prigioniero del Caucaso), sulla prigionia di due soldati dell’Armata rossa con allusioni alla Cecenia, candidato all’Oscar e al Golden Globe...

    # VENEZIA CORTO CORTISSIMO - Concorso internazionale di cortometraggi in 35 mm. di durata non superiore ai 30 minuti. La giuria internazionale: Stuart Gordon (Usa, regista/produttore/sceneggiatore)
    # Alieva Sitora (Russia, Festival Kinotaur)
    # Steve Ricci (Usa, Moving Image Archive Studios UCLA)

    VENEZIA ORIZZONTI - Una sezione che intende fare il punto sulle nuove linee di tendenza del cinema. Sono presentati film lungometraggi in 35 mm. La giuria internazionale:
    # Pere Portabella (Spagna, regista)
    # Bady Mink (Lussemburgo, artista)
    # Gina Kim (Corea, regista)
    # Garin Nugroho (Indonesia, regista)
    # Gianfranco Rosi (Italia-Usa, regista)

    PREMIO LUIGI DE LAURENTIIS MIGLIORE OPERA PRIMA -
     Concorso trasversale tra tutte le opere prime di lungometraggio presenti nelle diverse sezioni della 66ma Mostra. La giuria internazionale:
     # Haile Gerima (regista, Etiopia) - Presidente
    # Ramin Bahrani (regista e sceneggiatore, Stati Uniti)
    # Gianni Di Gregorio (sceneggiatore e regista, Italia)
    # Antoine Fuqua (regista, Stati Uniti)
    # Sam Taylor Wood (regista, Gran Bretagna)

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  • Diane Kruger al FESTIVAL DEL CINEMA DI VENEZIA
    Oggi al Festival di Venezia c'era Diane Kruger (Troy, Io e Beethoven).
    Un po' defilata e nell'ombra, ci è sembrata quasi intimidita e un po' imbarazzata. Sfilare al Lido dopo artiste italiane del calibro di Patrizia D'Addario, Noemi Letizia, Valeria Marini, Elisabetta Canalis e Alba Parietti non è facile.
    Diane si è addirittura presentata con una ragione: un film in concorso.
    Lei non voleva, ma l'hanno obbligata a presentarsi a Venezia con un film.

    Il film è Mr. Nobody di Jaco Van Dormael. Il regista belga torna 11 anni dopo L'ottavo giorno con questo film che, stando a quello che si legge in rete, dovrebbe piacere a chi ha apprezzato un film come Eternal Sunshine of the Spotless Mind (purtroppo noto in Italia col titolo di "Se mi lasci ti cancello").
    Il film è ambientato nel 2092 quando la razza umana sarà immortale grazie ai progressi della scienza. L'unico mortale rimasto, Jared Leto (Requiem for a Dream), rivive sul letto di morte la sua vita, immaginando scelte e scenari diversi, che ovviamente riguarderanno anche le donne (Sarah Polley, Diane Kruger e Linh-Dan Pham).
    Nel film ha anche una particina l'italiana Chiara Caselli.

    Non ci risulta che abbia ancora una data di uscita italiana. Il trailer...



    VENEZIA - Osservandoli - bellissimi, entrambi - si ha la senzazione di guardare in faccia il cinema che verrà. Perché, anche se non sono certo dei principianti, c'è da scommettere che Jared Leto e Diane Kruger di strada ne faranno ancora. E molta. Lui, soprattutto: perché lei, attrice tedesca divisa tra l'Europa e Hollywood, lo status di star planetaria probabilmente se l'è già guadagnato.

    A portare al Lido questa coppia d'attori è un film molto molto particolare, che ha conquistato - con alcune eccezioni - la platea di giornalisti: si chiama "Mr. Nobody", ed è diretto da Jaco Van Dormael. Tornato dietro la macchina da presa, a undici anni dal suo "L'ottavo giorno". Ma stavolta il regista affronta una pellicola sicuramente più ambiziosa, complessa, visivamente affascinante, piena di colori e di suggestioni emotive. Per una storia difficile da raccontare, e da interpretare: il protagonista ha il nome profetico di Nemo Nobody, e lo vediamo bambino dilaniato dalla necessità di dover scegliere se vivere con la madre o col padre, che si sono separati. Ma poi, nella vita adolescente e adulta, sembra poter vivere tre vite differenti, con tre donne diverse: una è la Kruger, le altre (anche loro qui al Lido) Sarah Polley, la terza Linh-Dan Pham. Esistenze che lui stesso racconta da ultracentenario, in un futuro fantascientifico in cui lui rappresenta l'unico essere umano mortale...

    Una riflessione sulla nascita, sullo spazio e sul tempo, sulla vita e sulla morte, sull'amore e sulle decisioni che siamo costretti a prendere. E che, per la sovrapposizione di piani e il tono onirico, ricorda un po' film come "Se mi lasci ti cancello" di Michael Gondry o "Essere John Malkovich" di Spike Jonze. Come la Kruger - sullo schermo bruna e sempre vestita di rosso, qui al Lido bionda e in abito nero - conferma: "Leggere la sceneggiatura mi ha ricordato moltissimo la pellicola di Gondry: l'ho adorata subito. Tutti possono identificarsi nelle scelte, nei dubbi, nelle paure del futuro che quest'opera esprime. E ho amato tanto il mio personaggio, Anna: i suoi batticuore li ho provati anch'io. E poi è una che non fa mai compromessi, porta le cose fino in fondo. Forse è la donna che io avrei voluto essere. Anche se, alla fine, la mia vita mi va bene così: non bisogna avere rimpianti, ogni esistenza ha un suo significato. Ed è proprio questo che la pellicola insegna".

    Per adesso, comunque, l'attrice sembra concentratissima sulla carriera: dopo aver girato un bel po' di film importanti - come "Inglourious basterds" di Quentin Tarantino - la rivedremo anche in "Run for her life" di Baltasar Kormakur e in "Pieds nus sur le liaces" di Fabienne Barthaud.

    Ma grande attesa c'è anche per lui, Leto. Classico bello e maledetto del cinema a stelle e strisce: il suo volto inquieto è già comparso in "Panic room", "Alexander" e "Lord of war" e in vari titoli indipendenti. Jared poi è anche leader di una band musicale, "30 seconds to Mars". Ma questo in "Mr. Nobody" è sicuramente il suo ruolo più difficile: "Il mio personaggio è nessuno e chiunque allo stesso tempo - spiega lui, in camicia e occhiali scuri - un'illusione, un prodotto dei suoi stessi sogni: è amore, speranza, paura. E' vita e morte. Non ho scelto questa storia: è la storia che ha scelto me. Il film più fottutamente strano che abbia mai dovuto affrontare".

    E di mistero, a proposito del suo film, parla anche il regista: "A me piace un cinema che non offre risposte o consolaazione, ma che si pone delle domande. Non so perché sono arrivato a 'Mr. Nobody'. Mi faccio guidare dalle emozionei e dal lavoro con gli attori". Come Leto e la Kruger, appunto.

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  • 66. Mostra di VENEZIA Calendario delle proiezioni 12 settembre 2009 66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica
    Direttore Marco Müller

    12 settembre

    19:00 SALA GRANDE
    CERIMONIA DI PREMIAZIONE - INVITI

    21:00 SALA GRANDE
    FUORI CONCORSO - FILM DI CHIUSURA
    CHENGDU, WO AI NI (CHENGDU, I LOVE YOU) di Fruit Chan, Cui Jian (Cina, 78’, v.o. cinese s/t italiano/inglese) con Tao Guo, Anya Wu, Weiei Tan

    23:00 SALA GRANDE
    FUORI CONCORSO - EVENTI
    RAMBO (DIRECTOR’S CUT) di Sylvester Stallone (Usa, v.o. inglese s/t italiano)


    12:45 PALABIENNALE
    VENEZIA 66
    MR. NOBODY di Jaco van Dormael (Francia,148’, v.o. inglese s/t italiano) con Jared Leto, Diane Kruger, Sarah Polley

    15:30 PALABIENNALE
    ORIZZONTI
    TRIS DI DONNE & ABITI NUZIALI di Vincenzo Terracciano (Italia, 98', v.o. italiano s/t inglese) con Martina Gedeck, Sergio CAstellitto, Flavio Parenti

    18:00 PALABIENNALE
    ORIZZONTI
    1428 di Haibin Du (Cina, 121', v.o. cinese s/t italiano/inglese)

    20:30 PALABIENNALE
    FUORI CONCORSO
    YONAYONA PENGIN di Rintaro (Giappone, 87', v.o. giapponese/francese s/t italiano/inglese)

    a seguire
    FUORI CONCORSO - FILM DI CHIUSURA
    CHENGDU, WO AI NI (CHENGDU, I LOVE YOU) di Fruit Chan, Cui Jian (Cina, 78’, v.o. cinese s/t italiano/inglese) con Tao Guo, Anya Wu, Weiei Tan


    9:00 SALA DARSENA
    FUORI CONCORSO
    DELHI - 6 di Rakeysh Omprakash Mehra (India, 110', v.o. hindi s/t italiano/inglese) con Om Puri, Waheeda Rehman, Abhishek Bachchan, Sonam Kapoor, Rishi Kapoor

    11.45 SALA DARSENA
    FUORI CONCORSO
    DEV. D di Anurag Kashyap (India, 144', v.o. hindi s/t italiano/inglese) con Abhay Deol, Mahie Gill, Kalki Koechlin

    15:00 SALA DARSENA
    CERIMONIA DI PREMIAZIONE ORIZZONTI

    a seguire
    ORIZZONTI
    AADMI KI AURAT AUR ANYA KAHANIYA (THE MAN’S WOMAN AND OTHER STORIES) di Amit Dutta (India, 78', v.o. hindi s/t in inglese/ italiano) con Ashok Kumar, Nitin Goel, Shubham Vardhan, Pushpendra Singh

    17:30 SALA DARSENA
    FUORI CONCORSO
    YONAYONA PENGIN di Rintaro (Giappone, 87', v.o. giapponese/francese s/t italiano/inglese)

    21:00 SALA DARSENA
    PROIEZIONE FILM VINCITORE LEONE D’ORO


    11:30 SALA PERLA
    ORIZZONTI
    ENGKWENTRO di Pepe Diokno (Filippine, 61', v.o. filippino/cubano s/t italiano/inglese) con Felix Roco, Zyrus Desamparado, Daniel Medrana

    14:45 SALA PERLA
    ORIZZONTI EVENTI
    THE MARRIAGE di Peter Greenaway (Italia, Spagna, 40', v.o. inglese, s/t italiano)

    15:30 SALA PERLA
    ORIZZONTI EVENTI
    SEO-WOOL EUI UL-GUL (FACES OF SEOUL) di Gina Kim (Corea, 93’, v.o. inglese/coreano s/t italiano/inglese)

    17:30 SALA PERLA
    ORIZZONTI
    WOMAN ON FIRE LOOKS FOR WATER di Woo Ming Jin (Malesia, Corea del Sud, 97', v.o. cinese, coreano s/t italiano, inglese)

    21:00 SALA PERLA
    ORIZZONTI EVENTI
    THE MOVIE ORGY-ULTIMATE VERSION di Joe Dante (Usa, 280', v.o. inglese, s/t italiano)


    14:30 SALA VOLPI
    RETROSPETTIVA
    LUCIANO (1962) di Gian Vittorio Baldi (Italia, 80', v.o. italiano s/t inglese) con Luciano Morelli, Paolo Carlini, Anna Bragaglia, Ileana Ghione

    17:00 SALA VOLPI
    RETROSPETTIVA
    UNO TRA LA FOLLA (1946) di Ennio Cerlesi, Piero Tellini (Italia, 86', v.o. italiano s/t inglese) con Eduardo De Filippo, Titina De Filippo, Adriana Benetti

    20:00 SALA VOLPI
    CONTROCAMPO ITALIANO
    GIUSEPPE DE SANTIS di Carlo Lizzani (Italia, 60', v.o. italiano s/t inglese)

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  • 66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica venezia Programma 11 Settembre

    66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica

    Direttore Marco Müller

    2 > 12 settembre 2009

    11 settembre

    11:00 SALA GRANDE
    FUORI CONCORSO
    RUZHAYE SABZ (GREEN DAYS) di Hana Makhmalbaf (Iran, 87', v.o. farsi s/t italiano, inglese)

    14:30 SALA GRANDE
    VENEZIA 66
    LOLA di Brillante Mendoza (Filippine, 110', v.o. tagalog  s/t italiano, inglese) con Anita Linda, Rustica Carpio, Tanya Gomez, Jhong Hilario, Ketchup Eusebio
    17:00 SALA GRANDE  
    VENEZIA 66
    MR. NOBODY di Jaco van Dormael (Francia,148’, v.o. inglese s/t italiano) con Jared Leto, Diane Kruger, Sarah Polley
    19:45 SALA GRANDE  
    VENEZIA 66
    A SINGLE MAN di Tom Ford (Usa, 99', v.o. inglese s/t italiano) con Colin Firth, Julianne Moore, Matthew Goode
    22:30    SALA GRANDE
    CERIMONIA DI PREMIAZIONE PREMIO PERSOL 3-D
    a seguire
    FUORI CONCORSO
    THE HOLE di Joe Dante (Usa, 98', v.o. inglese s/t italiano) con Chris Massoglia, Haley Bennett, Nathan, Teri Polo, Bruce Dern


    13:30 PALABIENNALE
    VENEZIA 66
    AL MOSAFER (THE TRAVELLER) di Ahmed Maher (Egitto, 125', v.o. arabo s/t italiano/inglese) con Omar Sharif, Cyrine Abdelnour, Khaled El Nabawy
    16:00 PALABIENNALE
    ORIZZONTI
    DOU NIU (COW) di Hu Guan (Cina, 105', v.o. cinese Shandong dialect s/t italiano/inglese) con Huang Bo, Yan Ni
    18:15 PALABIENNALE
    ORIZZONTI
    KOROTKOYE ZAMYKANIYE (CRUSH) di Petr Buslov, Alexei German Jr, Boris Khlebnikov, Kirill Serebrennikov, Ivan Vrypayev (Russia, 95', v.o. russo s/t italiano/inglese) con Yuriy Chursin, Ivan Dobronravov, Alexei Filimonov, Karolina Grushka, Karim Pakachakov
    20:30 PALABIENNALE
    VENEZIA 66
    A SINGLE MAN di Tom Ford (Usa, 99', v.o. inglese s/t italiano) con Colin Firth, Julianne Moore, Matthew Goode
    a seguire
    VENEZIA 66
    TETSUO THE BULLET MAN di Shinya Tsukamoto (Giappone, 79', v.o. inglese s/t italiano) con Eric Bossick, Akiko Monou, Shinya Tsukamoto


    16:30 SALA DARSENA  
    ORIZZONTI
    1428 di Haibin Du (Cina, 121', v.o. cinese s/t italiano/inglese)
    19:00 SALA DARSENA  
    ORIZZONTI
    THE ONE ALL ALONE di Frank Scheffer (Olanda, 89', v.o. inglese s/t italiano)
    21:30 SALA DARSENA  
    ORIZZONTI
    TRIS DI DONNE & ABITI NUZIALI di Vincenzo Terracciano (Italia, 98', v.o. italiano s/t inglese) con Martina Gedeck, Sergio Castellitto, Flavio Parenti

    14:30 SALA PERLA  
    ORIZZONTI
    LA DANSE - Le Ballet de l'Opéra de Paris di Frederick Wiseman (Francia, 159', v.o.francese inglese s/t italiano/inglese)
    19:30 SALA PERLA  
    THE MARRIAGE di Peter Greenaway (Italia, Spagna, 40', v.o. inglese, s/t italiano)

    20: 20 SALA PERLA
    SEO-WOOL EUI UL-GUL
    (FACES OF SEOUL) di Gina Kim (Corea, 93’, v.o. inglese/coreano s/t italiano/inglese)
    12:15 SALA PERLA 2
    GIORNATE DEGLI AUTORI
    1000 GIORNI DI VITO di Elisabetta Pandimiglio (Italia, 10’, v.o. italiano s/t inglese)
    a seguire
    GIORNATE DEGLI AUTORI
    POESIA CHE MI GUARDI di Marina Spada (Italia, 50’, v.o italiano s/t inglese/italiano)
    14:15 SALA PERLA 2
    SETTIMANA DELLA CRITICA
    CHALEH (POTHOLE) di Ali Karim (Iran, 100’, v.o. persiano s/t italiano/inglese) con Mostafa Tari, Sina Rafani
    17:00 SALA PERLA 2
    GIORNATE DEGLI AUTORI
    TEAT BEAT OF SEX - EP. BARN  di Signe Baumane (Lettonia, Italia, 2’, v.o. inglese s/t italiano)
    a seguire
    GIORNATE DEGLI AUTORI 
    LA SANGRE Y LA LLUVIA di Jorge Navas (Argentina 100’ v.o. spagnolo  s/t italiano/inglese)   

    14:30 SALA VOLPI
    RETROSPETTIVA
    NUDI PER VIVERE (1964) di Elio Montesti (Elio Petri, Giuliano Montaldo, Giulio Questi) (Italia, 90', v.o. italiano s/t inglese) con Chet Baker, Nancy Holloway, Marionette Regens, Luana Purua, Francoise Soleville
    17:00 SALA VOLPI
    RETROSPETTIVA
    BREAK UP (1965) di Marco Ferreri (Italia, 85', v.o. italiano s/t inglese) con Marcello Mastroianni, Catherine Spaak, Ugo Tognazzi, William Berger
    L’UOMO DEI CINQUE PALLONI (episodio di OGGI, DOMANI, DOPODOMANI) (1965) (Italia, Francia, 25’, v.o. italiano s/t inglese) con Marcello Mastroianni, Catherine Spaak, Ugo Tognazzi, William Berger
    20:00 SALA VOLPI
    CONTROCAMPO ITALIANO
    POETI di Toni D’Angelo (Italia, 69’, v.o. italiano, s/t inglese) con Biagio Propato, Salvatore Sansone
    22:00 SALA VOLPI
    RETROSPETTIVA
    GLI INVISIBILI (1988) di Pasquale Squitieri (Italia, 97', v.o. italiano s/t inglese) con Alfredo Rotella, Giulia Fossà, Victor Cavallo, Igor Zalewsky

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  • Venezia, giorno 9: Montaldo, Brass, Akin, Capotondi

    filippo-timi-e-kseniya-rappoport-ne-la-doppia-ora-di-giuseppe-capotondi-123315.jpg

    Il terz'ultimo giorno di festival a Venezia è dedicato a due 'grandi vecchi' del cinema italiano (per quanto diversissimi tra loro!) e a un nome nuovo, Giuseppe Capotondi, al Lido col suo film d'esordio, 'La doppia ora' con Filippo Timi e Ksenia Rappoport.
    Giuliano Montaldo e Tinto Brass non sono invece in concorso, ma le attenzioni della critica saranno anche per loro: il primo è autore di un documentario su Cuba (dopo il Venezuela di Stone, tornano i Paesi latini...), il secondo - come detto qui - è stato 'sdoganato' ed è ospite d'onore di Marco Muller.
    Infine, una nota anche per il turco-tedesco Fatih Akin e il suo 'Soul Kitchen'.  

    11:00 SALA GRANDE
    CONTROCAMPO ITALIANO
    IL PICCOLO di Maurizio Zaccaro (Italia, 78’, v.o. italiano, s/t inglese)
    14:45 SALA GRANDE
    FUORI CONCORSO
    L'ORO DI CUBA di Giuliano Montaldo (Italia, 74', v.o. spagnolo s/t italiano/inglese)
    16:45 SALA GRANDE
    VENEZIA 66
    AL MOSAFER (THE TRAVELLER) di Ahmed Maher (Egitto, 125', v.o. arabo s/t italiano/inglese) con Omar Sharif, Cyrine Abdelnour, Khaled El Nabawy
    19:30 SALA GRANDE
    VENEZIA 66
    SOUL KITCHEN di Fatih Akin (Germania, 99', v.o. tedesco s/t italiano/inglese) con Adam Bousdoukos, Motitz Bleibtreu, Birol Uenel, Anna Bederke, Pheline Roggan
    22:00 SALA GRANDE
    VENEZIA 66
    LA DOPPIA ORA di Giuseppe Capotondi (Italia, 95’ v.o. italiano s/t inglese)   con Ksenia Rappoport, Filippo Timi, Giorgio Colangeli
    00:30 SALA GRANDE
    FUORI CONCORSO
    GULAAL di Anurag Kashyap (India, 140', v.o. hindi s/t italiano/inglese) con K K Menon, Aditya Srivastav, Piyush Mishra, Mahi Gill
    13:00 PALABIENNALE
    VENEZIA 66
    ZANAN BEDOONE MARDAN (WOMEN WITHOUT MEN) di Shirin Neshat in collaborazione con Shoja Azari (Germania, 95’, v.o.persiano s/t inglese/italiano) con Pegah Ferydoni, Shabnam Tolouei, Orsi Tóth, Arita Shahrzad
    15:30 PALABIENNALE
    ORIZZONTI
    TOU XI (JUDGE) di Liu Jie (Cina, 100', v.o. cinese mandarino s/t italiano/inglese) con Dahong Ni, Ting Mei, Dao Qi
    18:00 PALABIENNALE
    ORIZZONTI
    WAHED-SEFR (ONE-ZERO)di Kamla Abou Zekri (Egitto, 105’, v.o. arabo, s/t inglese/italiano) con Elham Shahin, Nelly Karim, Ahmed El Fishawy
    20:30 PALABIENNALE
    VENEZIA 66
    SOUL KITCHEN di Fatih Akin (Germania, 99', v.o. tedesco s/t italiano/inglese) con Adam Bousdoukos, Motitz Bleibtreu, Birol Uenel, Anna Bederke, Pheline Roggan
    a seguire
    VENEZIA 66
     LA DOPPIA ORA di Giuseppe Capotondi (Italia, 95’ v.o. italiano s/t inglese)   con Ksenia Rappoport, Filippo Timi, Giorgio Colangeli
    16:30 SALA DARSENA
    ORIZZONTI
    KOROTKOYE ZAMYKANIYE (CRUSH) di Petr Buslov, Alexei German Jr, Boris Khlebnikov, Kirill Serebrennikov, Ivan Vrypayev (Russia, 95', v.o. russo s/t italiano/inglese) con Yuriy Chursin, Ivan Dobronravov, Alexei Filimonov, Karolina Grushka, Karim Pakachakov
    21:30 SALA DARSENA
    ORIZZONTI
    DOU NIU (COW) di Hu Guan (Cina, 105', v.o. cinese Shandong dialect s/t   italiano/inglese) con Huang Bo, Yan Ni
    14 :30 SALA PERLA
    RETROSPETTIVA
    NEROSUBIANCO (1969) di Tinto Brass (Italia, 76', v.o. italiano s/t inglese) con Sanders, Terry Carter, Nino Segurini, Umberto Di Grazia
    TEMPO LAVORATIVO (1964) di Tinto Brass (Italia, 8’, v.o. italiano s/t inglese)
    TEMPO LIBERO (1964) di Tinto Brass (Italia, 8', v.o. italiano s/t inglese)
    HOTEL COURBET di Tinto Brass (Italia, 18’, v.o. italiano s/t inglese) con Caterina Varzi
    17:00 SALA PERLA
    CORTO CORTISSIMO – FILM DI CHIUSURA, FUORI CONCORSO
    THE IT.ALIENS di Clemens Klopfenstein, Lukas Klopfenstein (Italia, Svizzera, 24’, v.o. italiano s/t inglese)
    CORTO CORTISSIMO - EVENTI
    RADIO di Riccardo Pugliese (Usa, Italia, 6’, v.o. inglese s/t italiano)
    LA SECONDA FAMIGLIA di Alberto Dall’Ara (Italia, 27’, v.o. italiano s/t inglese)
    UERRA di Paolo Sassanelli (Italia, 16,’ v.o. italiano s/t inglese)
    A LA LUNE MONTANTE di Annarita Zambrano (Francia, Italia, 25’, v.o. francese/italiano s/t inglese/italiano)
    RECORDARE di Leonardo Carrano, Alessandro Pierattini (Italia, 7’, senza dialoghi)
    LA CITTÀ NEL CIELO di Giacomo Cimini (Regno Unito, Italia, 28’, v.o. italiano s/t inglese)
    20:00 SALA PERLA
    ORIZZONTI
    DAIMON di David Zamagni (Italia 49’ v.o. italiano s/t inglese) con Monaldo   Moretti, Sara Masotti, Francesco Zanuccoli
    COCK-CROW di Nadia Ranocchi, David Zamagni (Italia, 55’, v.o. italiano s/t inglese) con Sara Casotti, Monaldo Moretti, Nicolò Comini
    11:00 SALA PERLA 2
    GIORNATE DEGLI AUTORI
    TEAT BEAT OF SEX - EP. SCOREdi Signe Baumane (Lettonia, Italia, 2’, v.o. inglese s/t italiano)
    a seguire
    GIORNATE DEGLI AUTORI
    BARKING WATERdi Sterlin Harjo, (Usa, 81’, v.o inglese s/t italiano) con  CaseyCamp-Horinek, RichardRayWhitman, Jon Proudstar, Aaron Riggs
    13:30 SALA PERLA 2
    SETTIMANA DELLA CRITICA
    CAFÉ NOIR di Sung-il Jung (Corea, 197', v.o. coreano s/t italiano/inglese) con Ha-gyun Shin, Jeong-hee Mooon, Hye-na Kim
    17:30 SALA PERLA 2
    GIORNATE DEGLI AUTORI
    TEAT BEAT OF SEX- EP. JOBdi Signe Baumane (Lettonia, Italia, 2’, v.o. inglese s/t italiano)
    a seguire
    GIORNATE DEGLI AUTORI 
    RAGAZZE- LA VITA TREMA di Paola Sangiovanni (Italia, 85’, v.o. italiano  s/t inglese)
    22:00 SALA PERLA 2
    GIORNATE DEGLI AUTORI
    I MAGLIARI (1959)di Francesco Rosi (Italia, 116’, v.o. italiano s/t inglese) con Alberto Sordi, Belinda Lee, Renato Salvatori, Nino Vingelli, Aldo Giuffré
    14:30 SALA VOLPI
    RETROSPETTIVA
    INFORMAZIONE LEITMOTIV. L'INFORMAZIONE È CIÒ CHE CONTA (1969) di Nato Frascà (Italia, 23', v.o. italiano s/t inglese) con Enzo Jannacci, Regnata Lunati
    a seguire
    UMANO, NON UMANO (1969)di Mario Schifano (Italia, 94’, v.o. italiano s/t inglese) con Adriano Aprà, Carmelo Bene, Franco Brocani, Mick Jagger, Alberto Moravia
    17:00 SALA VOLPI
    RETROSPETTIVA
    UN AMORE A ROMA (1960) di Dino Risi (Italia, 105', v.o. italiano s/t inglese) con Mylène Demongeot, Peter Baldwin, Elsa Martinelli, Claudio Gora
    20:00 SALA VOLPI
    CONTROCAMPO ITALIANO
    IL PICCOLO di Maurizio Zaccaro (Italia, 78’, v.o. italiano s/t inglese)

    22:00 SALA VOLPI
    RETROSPETTIVA
    CARMEN DI TRASTEVERE (1962) di Carmine Gallone (Italia, 90', v.o. italiano s/t inglese ) con Giovanna Ralli, Jacques Charrier, Dante Di Paolo

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  • MOSTRA DEL CINEMA VENEZIA Calendario delle proiezioni 8 settembre
    66. Mostra Internazionale d'Arte Cinematografica
    Direttore Marco Müller
    2 -12 settembre 2009

    8 settembre
    11:00 SALA GRANDE
    CONTROCAMPO ITALIANO
    IL COMPLEANNO di Marco Filiberti (Italia, 106’, v.o. italiano, s/t inglese) con Alessandro Gassman, Maria de Medeiros, Massimo Poggio, Michela Cescon, Christo Jivkov, Piera Degli Esposti, Thyago Alves

    14:30 SALA GRANDE
    FUORI CONCORSO
    NAPOLI NAPOLI NAPOLI di Abel Ferrara (Italia, 102’, v.o. italiano/inglese, s/t inglese/italiano) con Luca Lionello, Salvatore Ruocco, Ernesto Mahieux, Shanyn Leigh, Giuseppe Lanzetta

    17:00 SALA GRANDE
    VENEZIA 66
    LEBANON di Samuel Maoz (Israele, 92’, v.o.ebraico/arabo, s/t italiano/inglese) con Yoav Donat, Itay Tiran, Oshri Cohen

    19:15 SALA GRANDE
    FUORI CONCORSO
    THE MEN WHO STARE AT GOATS di Grant Heslov (Usa, 90’, v.o. inglese, s/t italiano) con George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges, Kevin Spacey

    21:30 SALA GRANDE
    VENEZIA 66
    LO SPAZIO BIANCO di Francesca Comencini (Italia, 98’, v.o. italiano, s/t inglese) con Margherita Buy, Guido Caprino, Salvatore Cantalupo

    00:00 SALA GRANDE
    FUORI CONCORSO
    BROOKLYN'S FINEST (New version) di Antoine Fuqua (Usa, 140’, v.o. inglese, s/t italiano) con Richard Gere, Don Cheadle, Ethan Hawke, Wesley Snipes, Ellen Barkin

    13:15 PALABIENNALE
    FUORI CONCORSO
    SOUTH OF THE BORDER di Oliver Stone (Usa, 75', v.o. inglese/spagnolo, s/t italiano/ inglese)

    15:30 PALABIENNALE
    ORIZZONTI
    ZARTE PARASITEN (TENDER PARASITES) di Christian Becker, Oliver Schwabe (Germania, 87', v.o. tedesco, s/t italiano/inglese) con Robert Stadlober, Sylvester Groth, Maja Schöne

    18:00 PALABIENNALE
    ORIZZONTI
    PARAISO di Héctor Gálvez(Perù, 87', v.o. spagnolo/quechua, s/t italiano/inglese) con Joaquin Ventura, Yiliana Chong, Gabriela Tello

    20:30 PALABIENNALE
    FUORI CONCORSO
    THE MEN WHO STARE AT GOATS di Grant Heslov (Usa, 90’, v.o. inglese, s/t italiano) con George Clooney, Ewan McGregor, Jeff Bridges, Kevin Spacey

    a seguire
    VENEZIA 66
    LO SPAZIO BIANCO di Francesca Comencini (Italia, 98’, v.o. italiano, s/t inglese) con Margherita Buy, Guido Caprino, Salvatore Cantalupo

    16:30 SALA DARSENA
    ORIZZONTI
    VILLALOBOS di Romuald Karmakar(Germania, 110’, v.o. tedesco,
    s/t inglese/italiano)

    22:00 SALA DARSENA
    ORIZZONTI
    REPO CHICK di Alex Cox (Usa, 90’, v.o. inglese, s/t italiano) con Jaclyn Jonet, Miguel Sandoval, Chloe Webb, Karen Black, Rosanna Arquette

    14:45 SALA PERLA
    RETROSPETTIVA
    OM AD PO (1958) di Giulio Questi (Italia, 10’, v.o. italiano, s/t inglese)
    ARGINI (OMAGGIO AL TEVERE) (1954) di Giulio Questi (Italia, 9’, v.o. italiano, s/t inglese)
    AVAMPOSTO (1959) di Giulio Questi (Italia, 10’, v.o. italiano, s/t inglese)
    IL PASSO (episodio di AMORI PERICOLOSI) (1964) di Giulio Questi (Italia, 34’, v.o. italiano, s/t inglese)
    VIAGGIO DI NOZZE (episodio di LE ITALIANE E L’AMORE) (1961) di Giulio Questi (Italia, 11’31, v.o. italiano, s/t inglese)
    LOLA di Giulio Questi (Italia, 31’, v.o. italiano, s/t inglese)

    17:00 SALA PERLA
    CORTO CORTISSIMO
    SO CHE C’È UN UOMOdi Gianclaudio Cappai (Italia 30’, v.o. italiano s/t inglese)
    TO JE ZEMLJA, BRAT MOJ (THIS IS EARTH, MY BROTHER) di Jan Cvitkovic (Slovenia, 9’, v.o. sloveno s/t italiano/inglese)
    JITENSHA (BYCICLE) di Dean Yamada (Giappone, 22’, v.o. giapponese s/t italiano/ inglese)
    FAMILY JEWELS di Martin Stitt (Usa, 20’, v.o. inglese s/t italiano)
    KINEMATOGRAF (THE KINEMATOGRAPH) di Tomek Baginski (Polonia, 12’, v.o. inglese s/t italiano)
    ER REN (FOR TWO)diShijie Tan (Singapore, 17’, senza dialoghi)
    GIRLLIKEME di Rowland Jobson (Gran Bretagna, 14’, v.o. inglese s/t italiano)

    11:30 SALA PERLA 2
    GIORNATE DEGLI AUTORI
    DE LAASTE DAGEN VAN EMMA BLANK di Alex van Warmerdan (Olanda, 90’, v.o. olandese, s/t inglese/italiano)

    14:00 SALA PERLA 2
    SETTIMANA INTERNAZIONALE DELLA CRITICA
    TEHROUN (THE DINNER) di Takmil Homayoun Nader (Iran/Francia, 95’, v.o.farsi, s/t italiano/inglese) con Ali Ebdali, Sara Bahrami, Farzin Mohades, Missagh Zareh, Shahrzad Kamal Zadeh, Rovina Sekhavat, Attila Pessiani, Pejman Bazeghi

    14:30 SALA VOLPI
    RETROSPETTIVA
    STORIE SULLA SABBIA (1963) Riccardo Fellini (Italia, 101’, v.o. italiano, s/t inglese) con Francesca De Seta, Anna Orso

    17:00 SALA VOLPI
    RETROSPETTIVA
    LA RAGAZZA IN VETRINA (1961) di Luciano Emmer (Italia, 92’, v.o. italiano, s/t inglese) con Lino Ventura, Marina Vlady, Magalì Noel, Bernard Fresson

    20:00 SALA VOLPI
    CONTROCAMPO ITALIANO
    HOLLYWOOD SUL TEVERE di Marco Spagnoli (Italia, 70', v.o. italiano, s/t inglese)

    22:00 SALA VOLPI
    RETROSPETTIVA
    LA RIMPATRIATA(1963) di Damiano Damiani (Italia, 111’, v.o. italiano, s/t inglese) con Walter Chiari, Francisco Rabal, Dominique Boschero, Paul Guers

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Andrea Bocelli at Piazza San Marco in Venice - July 1, 2009 Andrea Chénier di Umberto Giordano - Finale Evening with Andrea Bocelli in San Marcos Square, Venice, Italy.

SIMPLE MINDS - LIVE AT VENICE - NEW GOLD DREAM - 24/07/09 - Concerto in piazza S. Marco per il trentennale della band di Glasgow.
VENEZIA di FRANCESCO GUCCINI CARNEVALE di VENEZIA COM'E' TRISTE VENEZIA - CHARLES AZNAVOUR

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